L’affermazione dei diritti dell’uomo non solo come generosa utopia,ma come possibile inizio del processo storico di una nuova civiltà,richiede in primo luogo la scelta della pace quale istituzione principe e non più della guerra come invece è avvenuto da Caino ai nostri giorni.Ciò significa in concreto che le chiese non siano più finalizzate alle guerre di religione,ma alla pacificazione tra tutti i popoli;che la scuola non sia più strumento di discriminazione tra gli uomini,ma servizio alla crescita culturale comune;che la politica non si serva di strumenti finalizzati alla contrapposizione per la conquista dell’egemonia,ma crei dispositivi di reale comunicazione per un mondo libero da ogni tipo di tirannide;che l’organizzazione economica non sia finalizzata all’accumulazione ed al monopolio delle risorse,maal loro impiego per uno sviluppo armonico e generalizzato senza sacche di sottosviluppo;che gli stessi stati non siano più strumenti di coercizione burocratica e di rivalità economica tra i popoli,ma sistema di servizi per una partecipazione realmente democratica in un progetto di federazione mondiale.

Tale scelta comporta una rivoluzione concettuale quasi di tipo coopernicano,per promuovere contestualmente la pace e la sua cultura in un ambiente linguistico culturale ancora,per lo più,egemonizzato dal primato della guerra.L’autorità e il potere non devono più essere istituiti al di fuori o contro l’uomo,ma sulla libertà di coscienza e sulle capacità operative di ogni singola persona.

Il dialogo come ricerca della propria verità nelle verità degli altri è sostenuto dalla continua esplorazione nel campo sempre più esteso dell’ignoto,piuttosto che dalla ripetizione ossessiva di verità parziali e comunque riduttive. E’ necessario abbandonare il concetto di politica come rapporto di forza ed intenderla come “arte della comunicazione”,considerandola come promozione del mettere in comunicazione,scoprendo così nella progettualità e nell’interrelazione dei progetti su scala locale e mondiale la strategia fondamentale verso la faticosa costruzione ed il raggiungimento in tempo utile di un nuovo ordine planetario,prima di essere sommersi dalla catastrofe ecologica e dalla conflittualità di tutti contro tutti.

Per economia si potrà allora intendere l’integrazione delle risorse umane ed ambientali per la storicizzazione dei progetti,mentre l’accumulazione ed il profitto potranno essere concepiti come condizioni di economicità,ma non più come il fine dell’economia in quanto tale. A questo punto la sovranità dello stato nazionale dovrà finalmente lasciare il passo alla sovranità personale e comune di tutti i cittadini,come recita l’art.2 della Costituzione della Repubblica Italiana. In altri termini lo stato cesserà di essere soggetto di sovranità per trasformarsi in uno strumento indispensabile al servizio dell’esercizio della sovranità personale e comune di tutti i cittadini,senza negare o ledere la legittima sovranità di ciscuno o di tutti. Questo è stato calpestato dal governo italiano nel 2020 con i famosi DPCM che imponevano il domicilio coatto ai cittadini per motivi sanitari,cosa non prevista da nessun articolo della Carta Costituzionale e per questo i decreti del governo Conte sono al massimo dei semplici atti amministrativi senza alcuna valenza di legge o obbligo!Lo vedremo presto allorchè i cittadini multati al tempo del lockdown presentando ricorso contro il provvedimento comminato loro si vedranno riconoscere i loro diritti perchè nella Costituzione nessuno articolo prevede l’obbligo di dimora per motivi sanitari,lievi o gravi che siano!!

Comunque dopo il fallimento storico del collettivismo che in nome della giustizia sociale calpestava la libertà personale e in attesa dell’imminente crollo dell’individualismo egoistico,che in nome della libertà dello stato soffoca ancor più che in passato,quando le costituzioni personalistiche come quella italiana non c’erano,è necessario introdurre nella cultura il concetto di “complementarietà” tra persona e comunità. Infatti mentre il collettivismo e l’individualismo sono intrinsecamente antagoinisti e subalterni ad una cultura della guerra e la persona e la comunità sono intrinsecamente complementari ed omogenee ad una cultura della pace,non più intesa come intervallo tra una guerra e l’altra,ma come continuo processo storico di integrazione tra tutti gli uomini e tutte le etnie.

La negazione dello stato come soggetto di sovranità è un operazione culturale urgente per arrestare l’incredibile rapida diffusione del radicalismo nazionalista e della sua aggressività;il permanere della sovranità dei vecchi stati nazionali burocratici,che ha già prodotto due immani catastrofi belliche mondiali,purtroppo è ancora in grado di generare un arresto ed un involuzione storica che questa volta significherebbero l’autodistruzione dell’umanità e del suo ambiente. Occorre appellarsi all’esercizio della sovranità che ogni cittadino del mondo posdiede in quanto persona,per iniziare in ogni angolo della terra la costruzione di un nuovo tipo di stato democratico e federativo fondato sulla parità giuridica di tutti gli uomini e di tutte le culture. Il salto di qualità decisivo al fine della maturazione necessaria per superare la crisi epocale che ci sovrasta,consiste nella capacità di assunzione di responsabilità personale nel governo della storia da parte di un numero sempre crescente di uomini e donne,in una ritrovata coesistenza e coerenza tra antropologia della persona e dignità del cittadino,che si è offuscata negli ultimi anni nella sudditanza alla sovranità dello stato burocratico nazionale.

La coscienza,l’intelletto,la volontà,la sensibilità e la ragione,che rappresentano la dotazione invisibile di ciascun uomo,lo rendono capace di governare la natura in ordine al processo di compimento dell’unità personale e di unificazione di tutta a comunità umana.Ma ancora una volta questo è possibile solo se diventa maggioritaria la volontà politica di sciogliere il nodo culturale determinato dalla reciproca sovrapposizione del concetto di stato con quello di nazione,per cui il potere dello stato viene sublimato dall’identificazione nazionale:bandiere,fregi,orpelli,ideologia della dominanza che porta dritto alla guerra!. In tal modo ogni nazione diventa la nazione eletta e si perpetua la tragica corsa per l’egemonia di tutti contro tutti e dopo la fine della contrapposizione tra liberalismo e comunismo,sifa sempre più drammaticamente chiara la scelta dilemmatica che l’umanità è costretta a compiere in tempi brevi:o nazionalismo come rivalità,o federalismo come progetto storico di pacificazione nazionale. Di qui scaturisce la deriva “sovranista” che apre un processo autodistruttivo irreversibile,mentre la scelta federalista e democratica,dell’integrazione a tutti i livelli,rappresenta ancora per l’umanità una,sia pur estrema,possibilità di sopravvivenza.

L’eliminazione del nodo storico dello stato nazione e della sua sovranità alienante,apre automaticamente due campi operativi di grande interesse :quello di allargare l’orizzonte culturale mediante l’integrazione degli aspetti vitali di tutte le culture,come genesi di una nuova cultura e più vera ricchezza delle nazioni, e quello di avviare il processo costituente di un nuovo ordine mondiale mediante l’elaborazione in comune con tutte le etnie,di uno stato democratico federativo,costituito dal basso in alto,secondo una scalarità di competenze.

La modalità di esercizio della sovranità personale e comune dei cittadini,partendo dal livello municipale,si articola in tutte le dimensioni fino a quella di un potere mondiale che decida a maggioranza circa i problemi che concernono e mettono in causa la sopravvivenza della specie umana e del suo ambiente. Sotto la protezione di un governo mondiale che affonda le radici della propria legittimità nell esercizio della sovranità e nell’acquisizione di responsabilità da parte di tutti i cittadini,ogni etnia è in grado di riscoprire creativamente e di ridefinire continuamente la propria identità,come equilibrio dinamico e permanente tra la memoria del passato ed il progetto del futuro e come apporto originale al miglioramento della qualità della vita di tutti gli altri popoli della terra. Senza perdere tempo per la progettazione di un ordine mondiale fondato sulla forza del diritto e non sul diritto della forza,oggi è ancora necessaria una riflessione sull’attualità storica che vede la crisi verticale dello stato nazionale e dello stesso concetto roussoiano della “sovranità generale”. Questi due tipi di crisi,infatti,non sono funzionali al passaggio dalla sovranità dello stato nazionale alla sovranità personale e comune dei cittadini,ma anzi lo ostacolano. La crisi dello stato nazionale è anche aggravata dall’onnipresenza delle società economiche multinazionali e di ogni tipo di potentato finanziario che esercitano il vero potere di governo della storia,lasciando agli stati nazionali e ai partiti politici la mera gestione della politica spettacolo di facciata.

L’espediente partitocratico escogitato per mascherare la progressiva perdita di potere reale da parte dello stato e dei partiti politici,ha riassorbito ogni residuo di qualche significato del vecchio concetto di “sovranità popolare”

Per non rassegnarsi alla squalida realtà di una frazione di umanità sempre più piccola e sempre più ricca che sfrutta l’altra prte di umanità sempre più grande e sempre più povera,dobbiamo saper affiancare alla dimensione mondiale del progetto una dimensione locale di un quadro di servizi per uno sviluppo armonico senza sacche di sottosviluppo,autogestito da tutti i cittadini che ne sappiano assumere la responsabilità ed autogestibile da quanti intendano avvalersene per una crescita personale e comune.

Prof. Giulio ALFANO – Presidente Istituto Emmanuel Mounier – Italia

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    About Giulio Alfano

    Professore di Istituzioni di Filosofia Politica Storia delle dottrine politiche Etica Politica presso la Pontificia Università Lateranense, Giulio Alfano e' Presidente e fondatore dell' Istituto " Emmanuel Mounier- Italia". Commendatore dell' Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme. Fondatore e Presidente Onorario dell'Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani,collabora con la Bowling Green University (Ohio - USA)

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