Sono trascorsi 70 anni da quella vicenda che si è soliti definire “operazione Sturzo”,con la quale a pochi anni dall’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana si cercò di interrompere il cammino verso una cultura democratica del confronto dialettico tra forze politiche antagoniste,per riproporre obsolete formule di contrapposizione frontale tra forze politiche che pure avevano,da versanti diversi,contribuito alla stesura di una carta costituzionale condivisa per il progresso e la concordia in un paese che era stato così diviso e martoriato dalla guerra fascista,

In questo senso a tanti anni di distanza emerge in tutta la sua attualità l’insegnamento di Alcide De Gasperi(1881/1954) che riguardava proprio l’uso della democrazia,perchè essa è puro dispositivo istituzionale ed insieme di regole procedurali,come condizione necessari per garantire la convivenza pacifica ed il rispetto dei diritti individuali della persona in una società attraversata da conflitti di classe e di valori. Proprio su questo terreno egli si era battuto per evitare il voto palese per inserire nella Costituzione il principio dell’indissolubilità del matrimonio,sia per rispettare la libertà di decisione del parlamentare,senza “vincolo di mandato”,che per evitare di rendere soggiacente alla norma di legge un tema così delicato di ordine morale. Ancora oggi alcuni fattori possono provocare una crisi di legittimità degli ordinamenti democratici,generando scollamento tra cittadini ed istituzioni e creando una distanza politica dai problemi reali quotidiani,tra cui due assai allarmanti:la tendenza a fare della politica una professione e l’orientamento degli apparati economici e produttivi ad accrescere il proprio potere. La vita politica ha bisogno dei partiti che non devono essere delle fazioni,ma espressioni di valori universali e di interpretazioni generali del bene comune. La politica deve alimentarsi di progetto,proposta ma soprattutto di sintesi,non può essere realizzata per slogan e non va vissuta con emozioni o sensazioni e non può essere un eterno conflitto con l’avversario che in democrazia non va mai inteso come un nemico. Deve giungere ad un confronto,ad una mediazione ,per questo De Gasperi seppe realizzare la cultura delle coalizioni,che erano sconosciute in Italia eccezion fatta per il governo subalpino Cavour-Rattazzi del 1852.Realizzare coalizioni significava agglutinare su un progetto riformistico forze politiche democratiche per giungere a realizzare riforme che l’Italia attendeva da anni,senza pretendere che ciascuna delle forze della coalizione cambiasse la propria identità.

In questo quadro non va dimenticato che De Gasperi dovette subire umiliazioni e ingenerosi giudizi,che la sua grande fede gli fece superare ed in questo senso va ricordato il triste episodio della false accuse mossegli da “Il Candido”,pubblicazione diretta da Giovannino Guareschi,su un suo presunto incitamento alle forze alleate a bombardare Roma nel 1943 per accellerare la fine del fascismo già da tempo agonizzante. Una pagina vergognosa e terribile,che costrinse lo statista trentino a denunciare Guareschi che venne infatti condannato e fini per alcuni anni in carcere .Un bieco tentativo di “fake news” tendente a ledere la credibilità del presidente del consiglio che stava ricostruendo senza preclusioni o anatemi l’Italia dalle macerie fasciste e monarchiche.

Ma la sofferenza non risparmiò De Gasperi neanche all’interno del mondo cattolico stesso,quel mondo e quell’identità religiosa alla quale aveva donato da sempre la sua intelligenza e la sua limpida coscienza tanto che il Signore aveva illuminato la sua famiglia di una grande vocazione religiosa quando la figlia Lucia era entrata nell’Ordine Benedettino come monaca e va ricordato che fu respinta anche la richiesta che il padre fece di una benedizione apostolica!

Avvicinandosi le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Roma nel 1952,all’interno del mondo cattolico si fece largo l’idea che la DC non fosse in grado di vincerle,dato l’indebolimento dell’apporto del ceto fondiario a seguito della Riforma Agraria del 1950 e della Riforma Fiscale dell’anno successivo.

Già l’anno prima nel 1951,in occasione delle elezioni per il consiglio comunale di Pompei,il vescovo locale mons.Roberto Ronca,che aveva avuto tuttavia un ruolo eccezionale nell’ospitare e proteggere ebrei ed antifascisti durante la guerra quando era Rettore del Seminario Romano in Laterano,promosse e benedisse una lista civica denominata “Bartolo Longo”,in ricordo del grande domenicano venerato proprio a Pompei. Questa lista ottenne un grande successo e a Pompei la DC arrivo terza dopo L’Uomo Qualunque facendo balenare l’idea che anche per le elezioni comunali di Roma si potesse tentare un operazione simile attraverso una lista di cattolici anticomunisti che comprendesse pure monarchici e neofascisti del MSI a condizione che non ci fossero simboli di partito ma il logo detto “Cupolone”.

La cosa assurda storicamente e per De Gasperi dolorosa consisteva che a capo di quella lista come candidato sindaco avrebbe dovuto esserci don Luigi Sturzo,che rientrato in Italia dopo 20 anni di esili antifascista si trovava insieme a monarchici e neofascisti. Certamente non venne a Sturzo l’idea di capeggiarla ma a qualcuno delle Gerarchie che,come avvenne nel 1923 quando gli fu ordinato di dimettersi da segretario del Partito Popolare,ora gli veniva chiesto di ubbidire a 80 anni per il bene del fronte anticomunista!

Per ortuna quell’operazione fallì il 23 aprile 1952 con il rifiuto di Sturzo dovuto all’intenzione di monarchici e fascisti di mantenere i simboli dei loro partiti nella lista.L’Azione Cattolica si rifiutò di ubbidire al suo Presidente e fu l’inizio di una lunga e strisciante crisi dell’A.C.che scatenò dimissioni in massa fino all’iniziativa di don Luigi Giussani di lasciare l’insegnamento presso il Seminario di Venegono per tornare a insegnare nel liceo Berchet di Milano come segno di ripresa di un azione pastorale incisiva che non mescolasse più fede e politica!

De Gasperi resistette ad ogni pressione,soprattutto quelle veementi di Padre Riccardo Lombardi,il famoso “microfono di Dio2″della campagna elettorale del 1948,mantenne unita la DC che vinse quella tornata elettorale confermando l’amministrazione comunale di Salvatore Rebecchini e restando partito guida della città ancora per molti anni.

Il “metodo democratico” fu la filosofia politica che De Gasperi introdusse nella politica italiana e che faticò non poco a far comprendere allo stesso mondo cattolico abituato alle crociate e alle chiamate di correo. I cattolici devono dare l’esempio non per un confessionalismo obsoleto,ma perchè attraverso le risorse della razionalità e della cultura politica ed economica,si possa contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e libero,a misura d’uomo,trasformando lo stato in una comunità ivile che favorisca la partecipazione di tutti alle decisioni di comune interesse,combattendo le ingiustizie e difendendo la pace come De Gasperi seppe fare

Prof. Giulio ALFANO

Presidente Istituto Mounier-Italia

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    About Giulio Alfano

    Professore di Istituzioni di Filosofia Politica Storia delle dottrine politiche Etica Politica presso la Pontificia Università Lateranense, Giulio Alfano e' Presidente e fondatore dell' Istituto " Emmanuel Mounier- Italia". Commendatore dell' Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme. Fondatore e Presidente Onorario dell'Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani,collabora con la Bowling Green University (Ohio - USA)

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